Gay & Bisex
Il massaggio
21.11.2025 |
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"Così lui mi invitò ad alzare il capo e guardandomi negli occhi mi infilò il suo bastone in bocca ed io da servizievole geisha cominciai a pomparlo..."
Era ormai un po’ di tempo che alcuni dolori muscolari mi davano abbastanza noia. Mi consigliarono pertanto di rivolgermi ad un fisioterapista per un massaggio decontratturante.Presi così appuntamento con uno specialista dove molti si rivolgevano. Quando arrivai, dopo le presentazioni e le chiacchiere di rito, gli dissi che avevo questi dolori e che volevo fare un massaggio per farli passare. Mi diede uno slip di carta e mi indicò dove si trovava lo spogliatoio. Lui era moro, alto circa 180cm, abbastanza atletico e con uno sguardo tra il simpatico ed il sornione.
Quando ritornai nella stanza mi fece accomodare a pancia in giù sul lettino e mi fece posizionare con il volto nel buco del lettino e le braccia lungo i dorsi del corpo.
Dopo essersi oleato le mani con un gel per massaggi iniziò lentamente ad operare con manovre lente e leggere partendo dalla base del collo e sulla schiena.
I massaggi iniziarono a rilassarmi e il silenzio prevaleva su tutto, solo una radio con volume molto basso in sottofondo.
Ad un tratto disse che ero molto contratto e che con una sola seduta non avrei ottenuto molti risultati, pensassi subito che era la solita tecnica per fare soldi ed assicurarsi un cliente in più per qualche tempo.
Mentre che i suoi massaggi andavano avanti iniziai a percepire il contatto delle sue cosce sulle braccia o sui dorsi della mano. Inizialmente non gli diedi molto peso ma dopo un po’ iniziai ad avere l’impressione che non fossero più le gambe ad urtarmi. Non sapevo cosa fare e nell’indecisione rimasi così fermo, fissando il pavimento, con la testa incastrata nel lettino.
Le sue mani iniziarono a scendere e si soffermarono sulla base della schiena e dí tanto in tanto indugiavano sui miei glutei.
La maestria dei massaggi trasformarono il relax di quelli precedenti ricevuti in un leggero e crescente piacere, alcuni brividi iniziarono a salire lungo la colonna vertebrale. Le sue mani invece si concentravano sempre di più sul mio culo e questo mi piaceva sperando non se ne accorgesse e cercavo di contenere la mia eccitazione, fin quando d’un tratto sentì sul dorso della mano che quello che mi era sembrato prima ora non lasciava più dubbi.
Il suo membro duro da sotto il pantalone della tuta strusciava sul mio polso e di risposta il mio da barzotto divenne anch’esso duro ed io ero in balia alla confusione mista alla vergogna ed anche alla eccitazione. Avrei dovuto dire qualcosa invece restai zitto e confuso chiudendo gli occhi come fanno gli struzzi.
Questo mio atteggiamento venne prese per un silenzioso consenso e quindi si dedicò sempre più al mio culetto e lo slip di carta ora era quasi un perizoma. Le sue dita timidamente, ma non troppo, indugiavano sul mio bocciuolo, e il mio buchetto iniziava ad inumidirsi dal piacere.
I massaggi mi avevano fatto sciogliere ma anche rilassare a tal punto che ero quasi incapace di reagire.
Interruppe all’improvviso i massaggi e non sapevo se essere scontento o meno che avesse smesso ma all’improvviso mi ritrovai il suo cazzo duro, pulsante di voglia e profumato di fresco e pulito dritto davanti al visto. Dopo un piccolo tentennamento iniziai a leccarlo e baciarlo. Così lui mi invitò ad alzare il capo e guardandomi negli occhi mi infilò il suo bastone in bocca ed io da servizievole geisha cominciai a pomparlo.
Si sfilò dalla bocca e dopo infilato un preservativo mi sfilò lo slip di carta e mi fece mettere carponi sul lettino. Dopo aver giocato un po’ con le dita nel mio culetto ed averlo lubrificato per bene mi prese.
Io non credevo a quello che stava accadendo, con la lingua mi bagnavo le labbra, mentre nella testa continuavo a chiedermi cosa stessi combinando. Mi sentivo tanto troia e iniziavo a concentrarmi solo sul mio piacere.
I suoi affondi dapprima leggeri e lenti preserò sempre più ritmo ed il mio piacere aumentava a dismisura.
Ero sorpreso del fatto che non avessi sentito alcun dolore e sentirlo tutto dentro di me mi eccitava da matti.
Mi sentivo da una parte sporco, dall’altra piacevolmente preso dall’estasi.
Le sue mani sui miei fianchi mi tiravano a sé ma ora ero io che assecondavo i suoi movimenti, quasi chiamandomi gli affondi e la sua mano destra mi sculacciava ogni tanto.
Lo sentii venire dentro ed io ero ancora più eccitato. Lui decise quindi di cambiare il profilattico.
Mi fece quindi girare a pancia in su e mi fece posizionare con le gambe sulle sue spalle e iniziò nuovamente a scoparmi mentre una sua mano scorreva lungo il mio cazzo turgido e con la cappella gonfia e violacea.
Ormai ero in preda al piacere e con le mani mi tenevo forte lungo i bordi del lettino. Non ci volle molto a farmi venire.
I fiotti di piacere arrivarono subito a imbrattarmi il ventre, la pancia, ed il viso.
Lui uscì lentamente da dentro di me e restai qualche attimo sul lettino con gli occhi chiusi e qualche goccia mi aveva bagnato le labbra.
Mi ripresi dopo un po’ mentre lui mi offriva un po’ di carta strappata da un rotolone per pulirmi.
Dopo essermi rivestito mi disse che se volevo sarei potuto tornare il mercoledì dopo per continuare i massaggi.
Pagai e andai via con un nuovo appuntamento al quale non andai mai. Avevo una gran vergogna ormai a ritornarci.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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